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Il sito minerario di Monteponi

Un vasto museo a cielo aperto che racconta di sviluppo economico, duro lavoro,
declino e degrado.

Autore: SaMarosa
Iglesias, 25 Giugno 2016
TAG: samarosagallery, galleriefotografiche

ATTREZZATURA

Il nostro viaggio inizia alla fine dell'abitato di Iglesias, lungo la SS 126, una strada si inerpica lungo la collina, costeggiando i vari edifici, come la foresteria, lo spaccio, magazzini vari, sino ad arrivare al cuore di Monteponi: gli edifici della lavorazione dei materiali e l’ingresso alle miniere. Un vasto museo a cielo aperto che racconta di sviluppo economico, duro lavoro, declino e degrado. Sensazioni che traspaiono dai silenzi, dal “dolore” degli edifici, dalla loro forma e dalla loro funzione, dai macchinari che malamente si conservano nonostante le intemperie e il trascorrere del tempo.

Il vero patrimonio dell’umanità furono i sacrifici dei minatori

la loro dedizione, le loro sofferenze che crearono questo luogo ora solamente testimone
di un tempo che fù
L'impressione potrebbe esser confusa con la desolazione ma non proprio questo ho “sentito”; a noi non c’è dato entrare nel cuore della miniera, ma già solo fotografando gli impianti esterni riesci a immaginare la vita dei minatori che, di certo, facile non è stata ma che ha contribuito a rendere questa zona una delle più ambite da società private e dal monopolio statale. Minatori che sapevano che fuori c'era chi seminava la terra o chi badava alle greggi sotto il sole sulcitano e la brezza del mare di Nebida e Masua. Loro no, pallidi si spaccavano la schiena, dentro lo stomaco della montagna, tra fatiche, pericoli di crolli e aria malsana, spinti solo dal bisogno di sfamare la famiglia, spesso numerosa.
L’ attività iniziò nel 1850 e continuò sino al 1990. Dopo l’iniziale picco di sviluppo, col tempo, nonostante l’aumento dei prezzi dei metalli, non si ebbe lo sviluppo sperato, perché si erano fatti ormai troppo onerosi i costi di gestione, che non lasciavano altra speranza che la lenta agonia per terminare poi con la definitiva chiusura dell’impianto.
Il vero patrimonio dell’umanità furono i sacrifici dei minatori, la loro dedizione, le loro sofferenze che crearono questo luogo ora solamente testimone di un tempo che fù.
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