Tech e Fun 01 - Il filtro Cross Screen - Baronia Fotomania

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Tech e Fun 01 - Il filtro Cross Screen

PROGETTI > Tech&Fan
DESCRIZIONE, UTILIZZO E RISULTATI
Articolo e foto di Roberto Satta (GRIGIOSCURO)

La luce è il principale "materiale" (in realtà è una parte dello spettro elettromagnetico) utilizzato da chi si cimenta nella meravigliosa arte di premere il pulsante di scatto. La si può subire, la si può creare, o la si può plasmare in quantità, angolazione e frequenza (ossia il suo colore). Oppure c'è chi addirittura si siede e con una birra in mano, attende che gli astri o i lampioni creino l'atmosfera voluta. Noi qui ci limiteremo a plasmarla, in angolazioni di rifrazione e riflessione, con un semplicissimo filtro chiamato Cross-Screen (tradotto banalmente dall'inglese: schermo a croci).
Le foto potrebbero essere ritoccate con un programma di fotoritocco avanzato o con un'applicazione dello smartphone, ma qui ci divertiremo a giocare con la luce, spiegando le peculiarità del filtro.
E' composto da un vetrino dove la superficie esterna è appositamente "rigata" da linee che si incrociano in un reticolo che ne determina il numero di "raggi ", a 4, 6, 8 punte. Incontrando questi "graffi", la luce si riflette su di essi, rimbalzando all'interno della scanalatura sino ad estinguersi. Ed ecco che dai punti luce inquadrati si propagano i "raggi" (i famosi 4, 6 o 8) creando una stellina attorno al punto luce.
L'effetto "morbido" o appena sfuocato dato all'insieme della foto, è dovuto alla rifrazione secondaria. Più potente è la fonte luminosa inquadrata, maggiore sarà l'effetto morbido dell'intera foto.
La qualità del filtro è dovuta alla trasparenza, quindi alla purezza del vetro stesso e dalla precisione dei "graffi". Infatti, un pò come un disco in vinile, i graffi hanno una determinata profondità e inclinazione dei bordi. Più uniforme sarà la sezione dell'incisione, migliore sarà la qualità del filtro.
Visto che non è possibile andare in negozio col microscopio, tanto meno percepire questi dettagli tramite le pagine di Amazon, l'unica unità di misura per determinare la qualità del filtro è la marca e, ahimè, il costo. E spesso nemmeno quello è sinonimo di garanzia!
Colonne Carl von Linde di azoto, ossigeno e altri gas nobili a Sarroch (CA)
Viale Buon Cammino a Cagliari
FONTI LUMINOSE PUNTIFORMI E NON

Vediamo qualche esempio. Qui, nelle foto della SARAS, l'effetto del filtro è "sporcato" dai neon che, vista la forma allungata, non creano una fonte luminosa puntiforme, ma la lunghezza della luce che si riflette sul filtro, crea "stelle" con "raggi" di diverso spessore. In più si noti che la luce rifratta dai graffi del filtro si scompone creando una sorta di arcobaleno e questo effetto si nota maggiormente nelle fonti luminose non puntiformi. Più in basso nella foto del parcheggio in legno lamellare, la differenza si nota ancora di più.
Scorcio dello stabilimento di raffinazione petrolifera e produzione di energia elettrice della SARAS (Società Anonima RAffinerie Sarde) di Angelo Moratti a Sarroch (CA)
Parcheggio dell'Ospedale Marino al Poetto (CA)
CONSIGLI

Il filtro si avvita alla filettatura dell'obiettivo, ma non è detto che si debba arrivare a fine corsa. Si può benissimo tenere parzialmente svitato, quindi si può ruotare a piacimento per posizionale le scanalature della lente in modo da orientare a piacere "i raggi della stella".

Ecco qualche consiglio:
  • Evitate i raggi verticali/orizzontali, questi metteranno in risalto la distorsione provocata da obbiettivi corti, tipo i grandangoli, specie con distanze focali corte.
  • Evitate luci non puntiformi e meno che mai le luci in movimento, a meno che non vogliate fotografare l'onda energetica di un super sayan in azione.
  • E infine evitate le luci troppo forti e troppo ravvicinate, otterrete un intrico di raggi molto spessi che "affogheranno" la foto nella sovraesposizione luminosa.
Viale Buon Cammino a Cagliari
LAVORANDO IN PRIORITA' DI DIAFRAMMA

Nell'immagine qui sotto, abbiamo chiuso il diaframma a f/22 (rotella posizionata in Av in Canon e A in Nikon). Si noti come col filtro, oltre i "raggi delle stelle", si notano anche le trisce "trasparenti" perpendicolari ai "raggi", che creano l'effetto tratteggiato. Maggiore sarà la chiusura del diaframma, più marcato sarà quest'effetto, senza pensare che a rendere l'intera immagine più morbida, ci penserà la profondità di campo. Quindi in generale è una scelta sconsigliata, ma se pensiamo di dar sfogo alla creatività, non ci sono regole fisse da seguire.
Piazza Repubblica a Cagliari
ALTRI ESEMPI

Qui sotto, nella prima foto, abbiamo chiuso il diaframma a f/11, poi aperto il diaframma a f/5 e inserito il filtro, questo per ridurre al minimo il riverbero, ottenendo così un risultato più "pulito". Si vedano le differenze e si noti sopratutto l'importanza delle luci non troppo forti e non troppo ravvicinate, infatti la parte destra della seconda foto (con filtro) risulta talmente ricca di riflessi, stelline e raggi, da far scomparire quasi totalmente il panorama fotografato.

ALTRI ESEMPI COL FILTRO CROSS

Poetto a Cagliari, sullo sfondo Monteclaro, la città e la torre di San Pancrazio
Panorama da Buon Cammino a Cagliari, in basso la zona portuale e sullo sfondo le raffinerie di Sarroch
Altri scorci della SARAS a Sarroch (CA)
Parco naturale del Molentargius, al Poetto (CA), sullo sfondo la zona balnerare di Quartu Sant' Elena
Vi invitiamo a scriverci alla mail (baroniafotomania@gmail.com), meglio ancora sul Gruppo di Facebook per suggerirci eventuali errori, modifiche da fare, vostri pareri, sopratutto esperienze e risultati con questo bel filtro.

Il progetto è stato curato da Roberto Satta (GRIGIOSCURO), socio BFM.
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