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Sfilata carri de sa frasca e il fuoco per Sant Antonio 2016 a Torpè

GALLERIE FOTO
La magia de Su Fogulone a Torpè (16 Gennaio 2016)
Articolo e foto di SaMarosa e Migù Carzedda

Il fuoco di Sant' Antonio Abate, antico rito pagano unito alla festa cristiana de “SANT’ ANTONI DE SU FOGHU”, l'eremita che rubò dall'inferno il fuoco a Satana.
A Torpè, un piccolo paese della Baronia in Sardegna,  si rinnova, come ogni anno, il gran falò detto "Su Fogulone".
Sas Cumpanzias  cominciano a riunirsi sin dai primi giorni dell'anno per dar inizio a questo antico rito che si tramanda da padre in figlio, in cui gli uomini raccolgono frasche di macchia maditerranea, nello specifico “su mudregu”, assemblando le frasche in carri e componendo i cumuli a forma di nave, che col tempo assumono forme sempre più armoniose ed eleganti. Le “navi” caratteristiche e uniche in tutta la Baronia, sono adornate da arance, simbolo di fecondità, e da fiori, che verranno donati alle proprie mogli o fidanzate una volta che il carro verrà rovesciato in piazza, nel cumulo del fuoco.
Contemporaneamente alla raccolta delle frasche, le donne preparano “sos  cogoneddos”, bastoncini di pasta dolcificata piegati a forma di "theta" (la T greca, maiuscola) che creano come due “isolotti” circondati dai meandri di un fiume (questa locuzione è stata segnalata da Luigi Farina). Una volta cotti nel forno a legna, questi pani dolci vengono donati a tutte le persone presenti a “Su Fogulone” insieme a buon vino rosso.
Completati i preparativi della raccolta de “su mudregu” e dei dolci, la processione di fedeli accompagna il santo nella piazza del fuoco per il rituale dei tre giri attorno alla pila di frasche. Il culmine del rito viene raggiunto con il parroco che benedice il passaggio de Sa Bandela, simbolo del comando, affidandolo a “sa cumpanzia” che avrà il compito e l’onore, di custodirla per tutto l'anno sino all'organizzazione e la preparazione del successivo fuoco di Sant' Antonio. Il rito si conclude con l’accensione dell’immenso fuoco.
Come contorno alla lunga giornata, un comitato permanente offre da mangiare e da bere a tutti i partecipanti di questa magnifica, unica ed indimenticabile manifestazione.

Articolo e foto a cura di Maria Rosa Sanna (SaMarosa) e Michele (Migù) Carzedda, soci BFM


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