Orgosolo - BFM

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Orgosolo

Eventi > Eventi in Sardegna > Autunno in Barbagia 2012 >

Per descrivere Orgosolo non bastano due righe, popolo di un orgoglio innato, ma sano, hanno combattuto fisicamente per ottenere giustizia, combattono con i loro murales di importanza mondiale dove viene descritto tramite frasi e disegni, tutto il malessere della società, che può essere interna al paese ma anche di livello nazionale.
Orgosolo "Autunno in Barbagia" - 21 Ottobre 2012

Il paese
Orgosolo (Orgòsolo in sardo) Il suo nome potrebbe derivare, secondo gli studiosi, dal toponimo protosardo orgosa che significa "territorio umido, ricco d'acqua". Il paese, immerso nel cuore del Supramonte, è caratterizzato da spettacolari paesaggi naturali, da tradizioni e costumi di gran fascino, nonché dai tipici murales, i dipinti murari che abbelliscono e arricchiscono i muri delle case, illustrando sia le problematiche legate alla popolazione locale, sia i principali avvenimenti storici e sociali, italiani e internazionali.
Comprende una piccola frazione, in località Galanoli, a sei km dal centro principale. Il piccolo nucleo abitato è stato sede in passato di un convento dei frati Camaldolesi e attualmente ospita un Centro di Spiritualità diocesano gestito dalla Caritas, dedicato ad "Antonia Mesina".

Antonia Mesina
Una delle figure più rappresentative di Orgosolo è quella della giovane martire Antonia Mesina, proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1987. Antonia nacque a Orgosolo il 21 giugno 1919 e fin da giovanissima entrò a far parte della Gioventù Femminile dell'Azione Cattolica. La giovane orgolese subì il martirio, lottando fino alla morte per opporsi a un tentativo di violenza sessuale da parte di un compaesano, e morì lapidata il 17 maggio 1935. In questa data viene celebrata la festività liturgica che prevede varie iniziative civili e religiose. Le spoglie della ragazza sono custodite in una cripta presso la chiesa parrocchiale del SS. Salvatore a Orgosolo, sito che è visitato da numerosi pellegrini.
Rivolta di Pratobello
Nel giugno del 1969, nella località "Pratobello", la popolazione di Orgosolo si oppose ai reparti dell'Esercito Italiano che aveva occupato un'area del territorio comunale, da sempre adibita a pascolo libero, con l'intenzione di creare un nuovo poligono di tiro e addestramento. Dopo diversi giorni di occupazione non violenta e di azioni di disturbo coordinate, l'esercito si ritirò.

I Murales
Il primo murale a Orgosolo fu realizzato nel 1969 da un gruppo di anarchici milanesi, che si firmarono “Dioniso”. Nel 1975, in occasione del trentennale della Resistenza e della Liberazione l'insegnante toscano Francesco Del Casino ed i suoi alunni della scuola media di Orgosolo realizzarono altri murales, ed in seguito si aggiunse il contributo di altri artisti fra i quali il pittore orgolese Pasquale Buesca e il gruppo culturale locale "Le Api". I murales in genere affrontano principalmente tematiche sociali, storiche e politiche. Al momento si contano più di 150 murales che ormai fanno parte integrante dell'immagine del paese, attirando migliaia di turisti italiani ed esteri.

Il costume tradizionale
Il costume tradizionale ("Su hustumene") è custodito gelosamente da quasi tutte le famiglie orgolesi e viene indossato in occasione di alcune cerimonie e festività. Fino agli inizi del secolo XX ha rappresentato l'unico abito usato da tutta la popolazione. Si tratta di un costume piuttosto austero, soprattutto quello femminile, anche se ricchissimo dal punto di vista dei ricami e dei colori. Il costume maschile comprende "Sa Berritta", il copricapo, "Su Zippone" (la giacca), "Sa Hamisa" (camicia), "Sa Vraha" (una specie di gonnellino in orbace) "Sos Carzones" (pantaloni in tela) e "Sas Harthas" (una sorta di soprascarpe). I principali elementi del costume da donna sono "Su Lionzu", un fazzoletto o benda in seta gialla che funge da copricapo, il giubbetto ("Su Zippone"), una camicia bianca ricamata, "Su Sahittu" e "Sa Veste", una serie di tre gonne (non sempre indossate assieme), e "S’Antalena", uno splendido grembiule adornato di broccati e ricami di tipo floreale. Questi abiti vengono cuciti ancora oggi da ricamatrici locali e hanno un elevato costo di realizzazione.

Canto a tenore
A Orgosolo la tradizione del canto a tenore è molto viva. Le quattro voci che compongono il coro sono la voce solista ("Sa Vohe"), la contra ("Sa Hontra"), una voce di tipo baritonale, il basso ("Su Bassu") e la mezza-voce ("Sa Mesu Vohe").

Eventi culturali
Dal 2006 si svolge a Orgosolo il "Festival della Scienza", che si propone di utilizzare la cultura popolare come chiave verso il sapere scientifico. Orgosolo partecipa inoltre al circuito delle sagre autunnali denominato "Autunno in Barbagia", curato dall'A.S.P.E.N. (Azienda Speciale Promozione Economica Nuorese). La tappa orgolese è chiamata "Gustos e Nushos" (aromi e sapori) e si tiene solitamente nel mese di ottobre.
[Fonte: Wikipedia]

foto di Migù Carzedda

foto di Sara Uchia Faedda

foto di SaMarosa

foto di GRIGIOSCURO

COORDINATE
GPS: 40.203575,9.355296
Visualizza su GoogleMaps


AUTORI FOTO
Migù Carzedda
Sara Uchia Faedda
SaMarosa
GRIGIOSCURO

 
baroniafotomania@gmail.com
Torna ai contenuti | Torna al menu