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Oliena, ricco di antichi costumi, gioielli e soprattutto l'amore per la danza, forte richiamo per tutti, come per scacciare tristezze.
Oliena per "Autunno in Barbagia" - 15 Settembre 2012

Il paese
Oliena (Ulìana) Nel suo territorio è situato Badde Pentumas, un suggestivo canyon, e Su Gologone, una fonte di origine calcarea.
In Catalogna (Spagna) esiste Oliana, un paese gemello il cui nome coincide con quello sardo.
Il paese, sembra essere nato dall'unione di tribù minori, che si sarebbero poi unite ad un preesistente villaggio, più sviluppato rispetto agli altri, e che quindi offriva più sicurezza contro gli invasori, ormai penetrati in Barbagia. Gli antichi antenati di questi popoli, sarebbero stati gli Iliensi, uomini di mare, fuggiti da Troia in fiamme. Oliena ebbe un primo notevole sviluppo nel periodo medioevale, quando venne edificato un castello di cui però oggi non resta alcuna traccia, se non nella toponomastica, che denomina appunto "Su Hasteddu", quel rione.
Il paese, che prima apparteneva al giudicato di Gallura, e alla curatoria di Galtellì-Orosei, nel 1324 risulta sottomesso a Pisa. Durante questo periodo si incrementa l'agricoltura con l'introduzione di nuove colture, per lo più sconosciute ai sardi.
La pagina più bella della storia di Oliena, è senza dubbio quella scritta dai gesuiti. Essi arrivarono nel paese nel 1665 grazie al consistente lascito del Rettore Salis. Vi trovarono i frati minori di S.Francesco da Paola, che già dal 1525 vi si erano stanziati.
Il centro storico di Oliena è tutt'oggi ben conservato; Le strade, fatte di acciottolato, o d'impredau, come si dice in paese, ospitano le antiche case, tutte vicine tra loro, che sembrano essere sorte con lo scopo di proteggersi l'una con l'altra. Anche se in gran parte disabitate, le antiche abitazioni conservano intatta la loro struttura originaria.
Su hustumene", il costume: è così definito dagli olianesi il modo di vestire tradizionale, composto da parti ispirate ai vari costumi del circondario, quello che si è conosciuto e tramandato dai paesi limitrofi, il vestiario che si indossava fino agli anni trenta da grandi e piccoli, e che oggi è portato quotidianamente solo dalle donne più anziane del paese, talune volte elegante e ricco d'oro, tal'altre di fattura semplice, adatto ai giorni di lavoro.

La danza

Gli olianesi per natura hanno il sangue ballerino. Nelle piazze di San Lussouria, Sas Honcias, Sa untana nova, Santa Maria, giovani e anziani si riunivano tutte le domeniche per ballare "su ballu tundu".
Ballo in piazza. Si iniziava sempre in pochi, ma si finiva poi con una marea di gente. In paese troviamo cinque balli diversi: S'Arciu; S'Arciu Antihu; S'Arcieddu; Su Durdurinu; Su passu torrau; Su Nugoresu; Su Dennaru; Sas Faulas. I primi quattro, sono balli che hanno esclusive radici olianesi e sono unici in tutta la Sardegna. "Su Durdurinu", inoltre, è l'unico ad essere accompagnato da voce monodica e musicalmente dal "silenzio", si basa quasi interamente sul ritmo dei ballerini stessi ed il suono (sas istrumpadas) del battere dei piedi. Gli altri invece sono accompagnati dal Canto a Tenore, o l'organetto diatonico. Il ballo sardo ha sempre in ogni caso rappresentato un aspetto positivo per lo sviluppo dei rapporti sociali della comunità olianese.                                                                                     

Il canto
Modas (o interpretazioni di canto a Oliena): Ad Oliena, i modi di cantare sono numerosi ed alcuni tipicamente e distintamente locali. Alcuni di questi avevano una loro caratteristica ben precisa e sostanzialmente differente in origine, ma col tempo e con le diverse "contaminazioni" e influenze non solo di altri centri vicini, ma date anche dall'esuberanza dei giovani nei vari cambiamenti generazionali hanno subìto differenze notevoli che hanno anche portato alla necessità di distinzione nei nominativi.

Il supramonte
Il Supramonte si estende nei comuni di Dorgali, Orgosolo, Oliena, Baunei e Urzulei. Il Monte Corrasi, è la cima più alta del Supramonte, ed è anche il monte di Oliena. Esso è di natura calcarea, ed è ben visibile dai mari che
bagnano la Sardegna.
Sul versante Est del massiccio calcareo del Corrasi, faccia a faccia con Sa preda 'e Mugrones (la pietra del muflone), nella fertile valle di Guthiddai, si incontra una delle fonti carsiche più conosciute d'Europa, Su Gologone.
La sorgente, solo parzialmente esplorata, alimenta il fiume Cedrino. La fonte ha sempre rappresentato un'importante risorsa idrica, che dà acqua potabile ai comuni di Oliena, Dorgali e alla Baronia. Dopo la sorgente, a pochi chilometri, l'antica, ripidissima carrareccia che porta alla valle di Lanaitho giustifica in pieno il nome del valico: "Su Passu Malu" (Il passo cattivo), al di là del quale strapiombano i monumentali basalti di Ganagosula che delimitano l'altopiano del Gollei.
La valle di Lanaitho comunque, luogo dai tratti belli e suggestivi, con grotte interessanti e visitabili con attrezzature speleologiche come quelle di Sa ohe, Su ventu, Su mugrone e Helihes Artas, ha creato ambienti favorevoli all'insediamento umano già dal paleolitico superiore, com'è stato documentato nella Grotta Corbeddu, in cui sono stati trovati i resti umani più antichi della Sardegna, e il villaggio nuragico di Sa sedda e sos carros, dove è stata rinvenuta un'importante fonte sacra.

[Fonte: Wikipedia]

foto di Migù Carzedda

foto di Sara Uchia Faedda

COORDINATE
GPS: 40.276726,9.401869
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AUTORI FOTO
Migù Carzedda
Sara Uchia Faedda

 
baroniafotomania@gmail.com
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