Mamoiada - BFM

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Mamoiada

Eventi > Eventi in Sardegna > Autunno in Barbagia 2012 >

Quello che colpisce di questo paese è la loro austera maschera, ti ricorda che l'uomo ha sempre il sopravvento sull'animale, la superiorità è ben visibile.
Mamoiada per "Autunno in Barbagia" - 04 Novembre 2012

Il paese
Mamoiada (Mamujada in sardo) si trova nella parte più interna della Barbagia di Ollolai, in un territorio in cui sgorgano e scorrono numerosi corsi d'acqua, attraverso terreni in buona parte adibiti alla coltura o al pascolo. La presenza di queste risorse ambientali ha attratto insediamenti umani fin dal neolitico e pre-neolitico, con una varietà di tracce archeologiche e antropologiche significative (dalla pietra votiva, al nuraghe, fino a menhir e dolmen.Colpisce Sa Perda Pintà (ossia "la pietra dipinta", nota anche come Stele di Boeli), una lastra alta 270 cm istoriata con cerchi concentrici e coppelle, in tutto simile ad analoghe lastre diffuse nell'area dei Celti (Scozia, Irlanda, corsica, Galles e Bretagna).

La lingua
Mamoiada appartiene a una delle più caratteristiche zone linguistiche della Sardegna, la Barbagia di Ollolai, nella quale le parlate sono contraddistinte da speciali fenomeni fonetici e lessicali. Ricorrono nel mamoiadino le caratteristiche del dialetto barbaricino annotate dal grande studioso della lingua sarda Max Leopold Wagner, come il colpo di glottide in sostituzione del /k/ e l'avversione alla consonante f.

Festività e tradizioni popolari
- S'Antoni de su o'u, in jannarju;
- Arrase'are Mamujadinu, in vrearju;
- Santu Bustianu, in lampadas;
- Su Carmu, in trivulas;
- Loret'Attesu, in trivulas;
- Santu Cosomo e Damianu, in agustu o 'Appidanni;
- Sas Tappas in Mamujada, in sant'Andria.

Mamuthones e Issohadores
Il misterioso carnevale mamoiadino - dalle origini ancestrali - è fra le più antiche manifestazioni popolari della Sardegna. I suoi protagonisti, i Mamuthones e gli Issohadores, sono diventati da tempo il simbolo riconosciuto del paese. I Mamuthones, curvi sotto il peso dei campanacci, e con il volto coperto da una maschera lignea nera, si muovono lentamente in modo cadenzato su due file parallele, dando un colpo di spalla per scrollare tutta la sonagliera, con un clangore particolarissimo. Gli Issohadores li scortano con passi e balzi più agili, vestiti con maschera bianca e corpetto rosso, e gettano il laccio (nel dialetto mamoiadino soha) d'improvviso catturando le giovani donne in segno di buon auspicio di buona salute e fertilità, o pure l'amico in segno di affetto scelto nella folla, per poi rilasciarlo subito dopo. Un tempo venivano catturati i proprietari terrieri che, per sdebitarsi dell'onore riservato loro, portavano poi tutto il gruppo a casa, offrendo vino e dolci. Il capo issohadore impartisce gli ordini ai mamuthones e da il ritmo alla danza. Queste maschere fanno la loro prima apparizione il 17 gennaio di ogni anno in occasione della festa di Sant'Antonio abate. La festa è detta di Sant'Antoni e su o'u ("Sant'Antonio del Fuoco"), perché, come in tanti paesi sardi e di altre regioni del Mediterraneo, vengono accesi numerosi falò intorno ai quali si svolgono le misteriose danze dei Mamuthones e Issohadores. Il rito pare avere un significato apotropaico o propiziatorio. Il rumoroso ballo dei sonagli servirebbe ad allontanare il male e favorire annate agrarie abbondanti. Si ritrovano analoghi costumi in altri villaggi di vari paesi europei.
Assieme alle maschere di tanti paesi europei, Issohadores e Mamuthones si possono ammirare al Museo delle Maschere Mediterranee, recentemente ampliato. Il Museo contende al Museo Internazionale del Carnevale e della Maschera della città belga di Binche la maggiore completezza di testimonanze e reperti sul carnevale del bacino mediterraneo. La struttura organizza frequenti scambi a livello internazionale con musei, istituti culturali e associazioni che operano in questo ambito.

Su Passu Torrau
Letteralmente "il passo ritornato", diffuso ormai in tutta la Sardegna è originario proprio del paese di Mamoiada, infatti in numerose incisioni di molti suonatori della Sardegna come Mondo Vercellino, Mario e Francesco Bande viene chiamato come "Sa Mamoiadina".

Il Presidente Juan Perón (1946)
Una leggenda vuole che a Mamoiada sia nato, nel 1893, Juan Domingo Perón, presidente dell'Argentina per oltre tre mandati. La leggenda vuole che Giovanni Piras[4] (1892) di professione contadino emigrando nel 1909 dalla Sardegna, dopo aver lavorato come taglialegna e come addetto in un'industria ferroviaria sia stato aiutato dal futuro suocero (nonché suo datore di lavoro) a entrare nell'esercito argentino sotto falso nome e quindi con un cambio di identità. Nel 1945 Perón, leader dei Descamisados nonché fondatore del partito Giustizialista, divenne presidente argentino carica che mantenne sino al 1955 per poi riprendere la carica nel 1973 fino al 1974 quando morì. La storia del Peron sardo si diffuse in paese e nella provincia di Nuoro già a partire dal 1951 per via di due articoli comparsi in un quotidiano sardo a opera di un giornalista mamoiadino, successivamente le ricerche furono dapprima eseguite dal mamoiadino Peppino Canneddu, e poi dal tonarese Gabriele Casula e da un altro mamoiadino Raffaele Ballore. I libri che parlano della vicenda sono tre: Giovanni Piras - Juan Perón due nomi una persona del 1979 a opera del Canneddu, Donde Nació Perón del Casula e infine il libro El Presidente di Ballore. Inizialmente, le prove che portavano ad affermare che Piras e Perón fossero la stessa persona erano molto forti, ma le indagini condotte dal Ballore ed esplicate nel suo libro tuttavia cercano di demolire il fatto. Emerge però ancora lampante il mistero sulle origini sarde del Generale. In seguito nella seconda metà degli anni 2000 il ricercatore Raffaele Ballore e il parente diretto del discusso Piras di Mamoiada, Piero Salerno, in un loro testo[5] sostengono in base alle fonti e alle prove da essi raccolte che il Piras Giovanni di Mamoiada sarebbe stato ritrovato, fatto che smentirebbe la tesi sulle origini mamoiadine di Perón.
[Fonte: Wikipedia]

foto di Migù Carzedda

foto di Sara Uchia Faedda

foto di SaMarosa

COORDINATE
GPS: 40.212375,9.283698
Visualizza su GoogleMaps


AUTORI FOTO
Migù Carzedda
Sara Uchia Faedda
SaMarosa

 
baroniafotomania@gmail.com
Torna ai contenuti | Torna al menu