Lollove - BFM

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Lollove

Eventi > Eventi in Sardegna > Autunno in Barbagia 2012 >

Lollove piccolo paese ma immenso come grandezza d'animo dei suoi abitanti, orgogliosi del loro sapere e non avaro nel trasmetterlo. Conservano memorie storiche non solo nelle abitazioni ben conservate ma anche nella mente degli anziani che si divertono a raccontare.
Lollove per "Autunno in Barbagia" - 10 Novembre 2012

Il paese
Lollove è una frazione di Nuoro che dista circa 15 chilometri dal capoluogo. Fino al XIX secolo veniva chiamata Loy in periodo aragonese e successivamente Loloy nella lingua spagnola ufficiale. In lingua sarda è chiamata anche Lollobe.
Si tratta di un paese antico che si caratterizza per un proprio dialetto e per un proprio costume. Il dialetto non è uguale a quello di Nuoro e condivide particolarità del dialetto orunese e di quello dorgalese probabilmente mutuato dal pregresso contatto con il cessato (XVII secolo) paese di Isalle.
È caratterizzato da una scarsissima popolazione residente, 26 abitanti nel 2009[2], e dalla persistenza di case e ruderi conservatisi immutati da alcuni secoli. Il drastico spopolamento del paese è avvenuto nella prima metà degli anni sessanta; in precedenza c'erano la scuola materna e le scuole elementari a testimoniare la presenza consistente dei bambini.

Peculiarità architettoniche
Una particolarità della località è che, essendo quasi del tutto disabitata (vi risiedono infatti solo pochi nuclei di anziani), da un punto di vista architettonico conserva la struttura medioevale e le forme antiche degli antichi borghi rurali sardi. La frazione è infatti costituita da piccole case realizzate alla "maniera sarda" (pietra e terra come legante). Fra i ruderi abbandonati e le poche case abitate si erge la chiesetta seicentesca della Maddalena, in stile tardo gotico, con archi a sesto acuto in trachite rossa. Si tratta di un ampliamento di una chiesa più antica preesistente. In Via Nino Bixio era presente un antico monastero di monache officiato fino a tutto l'Ottocento. Il monastero è stato riutilizzato come casa privata. La stessa via Bixio in altri tempi era un ruscello che attraversava il paese prima di essere tombato e lo divideva in due, il quartiere sottostante la chiesa al di qua del rio, chiamato rione di Custa Banna, e il quartiere al di là del rio, collocato più ad est, chiamato rione di Cudda Banna.
Un'atmosfera particolare è legata anche dal contesto geografico che isola in una conca il piccolo paesetto. Solo in tempi molto recenti la città capoluogo dotò il paese della luce elettrica e ancor dopo dell'acqua e della fognatura, queste ultime arrivate negli anni ottanta. Il Comune di Nuoro ha approvato con Delibera del Consiglio Comunale N°68 del 23.08.2004 il Piano Particolareggiato per la valorizzazione del centro di antica formazione del paese di Lollove. La Regione Sardegna con fondi comunitari e regionali ha in programma progetti di valorizzazione e preservazione del piccolo borgo rurale.

Origini del nome
Dal punto di vista etimologico il termine Lollobe potrebbe essersi originato dal termine sardo arcaico lo' ò che significava corso d'acqua[3] e dal termine sardo arcaico lòbe che significava ghianda. Il termine era riferito alla collocazione del paese, un'area interessata da un bosco di querce ricco di ghiande per i suini e attraversato da un corso d'acqua.

Tradizione
Gli anziani di Lollove tramandano un racconto leggendario sul borgo, secondo il quale, questo venne colpito dalla maledizione di alcune suore fuggite dalla chiesa di S.M. Maddalena a causa dell'accusa di relazione carnale di qualcuna di esse con i pastori del paese. Esse sarebbero andate via lanciando la seguente maledizione: “Lollove Sarai come acqua del mare; non crescerai e non morirai mai.
La tradizione orale dice che Lollove si è originato dalla popolazione di un villaggio più antico che lo sovrastava chiamato Selene (dal greco seleni, la luna), da questo paese si dice provenisse il pastore che si sposò con una monaca del locale monastero.
I vecchi di Lollove sostenevano che il loro paese nacque prima di Nuoro ed in un tempo andato era stato più grande di Nuoro. Si riferivano probabilmente al periodo medioevale (XIII secolo) quando Nuoro era ancora distinta in Nugor e Gultodofe.

Sebastiano Satta
Al 1896 risale la descrizione del paese fatta dallo scrittore nuorese Sebastiano Satta. Satta riferisce che allora a Lollove abitavano trecentosessantasette abitanti in cinquantasei case e che le vie erano ostruite da rocce che ne impedivano il transito ai carri ed ai cavalli.[15]
La scrittrice nuorese Grazia Deledda, Premio Nobel per la letteratura, ambientò a Lollove il romanzo La madre.
Malgrado la richiesta dei suoi abitanti a Lollove non fu mai concessa dalla città capoluogo la circoscrizione, e nella seconda metà del 1900 vide perdere tutti gli uffici pubblici (carabinieri, scuole ecc.), nonostante nel 1950 avesse ancora oltre quattrocento abitanti.

Le Feste e i Santi Curatori
A Lollove si festeggia l'antica patrona Santa Maria Maddalena, Sant'Eufemia, San Biagio e San Luigi dei Francesi. Questi ultimi tre santi sono santi curatori la cui presenza è una caratteristica di Lollove. In periodo nuragico le virtù curative erano riposte sulle acque di alcune fontane. Probabilmente la copiosa fontana di Lollove era una di queste. Nella chiesa oltre al simulacro di San Biagio sono presenti gli antichi simulacri (XV secolo) di Sant'Eufemia e di San Luigi IX Re di Francia. Come nella generalità in Sardegna è molto sentita la festività di San Giovanni Battista. A Lollove si recavano tradizionalmente i pellegrini penitenti in cerca di guarigione la qual cosa è particolarmente sentita nei paesi confinanti.
Santa Maria Maddalena è festeggiata il 22 luglio ed è la patrona di Lollove. È la prottetrice delle meretrici pentite, dei parrucchieri e dei penitenti. E francescane penitenti erano probabilmente le monache di Lollove. La chiesa di Santa Maria Maddalena è stata parrocchia di Lollove.
[Fonte: Wikipedia]

foto di Migù Carzedda

foto di Sara Uchia Faedda

COORDINATE
GPS: 40.364641,9.331914
Visualizza su GoogleMaps


AUTORI FOTO
Migù Carzedda
Sara Uchia Faedda

 
baroniafotomania@gmail.com
Torna ai contenuti | Torna al menu