Galtellì 2012 - BFM

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Galtellì 2012

Territorio

L'uscita fotografica è stata organizzata da un nostro caro amico di Galtellì, che ci ha fatto da guida per il paese. Rinfraziamo Federico Rojch per la piacevole giornata, qui troverete l'archivio di tutte le foto fatte dal gruppo.
Galtellì - 24 Agosto 2012

Il paese
Galtellì è lambito dal fiume Cedrino, alle pendici del monte Tuttavista, che a sua volta lo separa dal mare ed offre agli abitanti la possibilità di rifornirsi d'acqua potabile. In tempi non troppo recenti era ricchissimo di selvaggina e quindi territorio di caccia anche per i paesi limitrofi.
Galtellì fu abitato sin dalla preistoria,  come testimoniano le domus de Janas che si trovano all’interno del paese (Malicas) e nelle immediate vicinanze (Tanch’e Gaia e Zirodda) , nonché diversi nuraghi (Gardu, Muru, Monticheddu) presenti nelle campagne. Sempre nel centro abitato sono state rinvenute diverse tombe romane.    Nel XI secolo venne edificato il castello di Pontes sulle rovine di una rocca romana, con lo scopo di difendere il confine meridionale del Giudicato di Gallura (di cui Galtellì fece parte). Nello stesso periodo si ha notizia dell’esistenza a Galtellì della Sede Vescovile. Non è possibile allo stato attuale delle conoscenze risalire alla data di istituzione della Diocesi. E’ l’era d’oro per il paese, centro di una Curatoria comprendente una quindicina di paesi.
Passò in seguito prima sotto il controllo di Pisa e per un breve tempo sotto quello della giudicessa Eleonora, entrando così a far parte del Giudicato di Arborea. Seguì in tutta la Sardegna un lungo periodo di dominazioni straniere e anche Galtellì dal 1323 cadde nel dominio aragonese.
Preda per un secolo di baroni forestieri, divenne nel 1459 feudo dei baroni locali Guiso. Nel 1495 la Diocesi di Galtellì venne accorpata a quella di Cagliari a seguito di una bolla emanata da Alessandro VI. Infine nel 1808 diviene libero comune.   Galtellì, ora al centro del parco letterario voluto dalla fondazione Ippolito Nievo, ispirò Grazia Deledda per scrivere il celebre romanzo “Canne al vento”.
A pochi passi dall'ex cattedrale di S.Pietro, infatti, è possibile visitare ancora oggi quella che fu l'abitazione dove soggiornò la scrittrice sarda.
Ottorino Pietro Alberti (arcivescovo di Cagliari) scrisse diverse opere riguardanti la storia della diocesi, fra le quali Il Cristo di Galtelli.
Il Cristo di Galte... leggenda vuole che la statua lignea raffigurante il Cristo sulla croce sia giunta e sia stata conservata a Galtellì per volontà Divina. Il simulacro fu rinvenuto nella spiaggia di Orosei dentro una cassa, da alcuni abitanti di Sarule. Questi decisero di portarlo nel loro paese per farne dono alla chiesa. Quindi lo issarono su di un carro trainato da buoi per trasportarla. I buoi percorsero senza problemi la strada che porta da Orosei a Galtellì, ma giunti alla piazza del paese si fermarono di loro sponte. A nulla valsero gli incitamenti, così si decise di sostituire gli animali con altri più freschi e docili, ma neanche questi vollero muoversi. I fedeli al fine compresero la natura celeste della forza che teneva inchiodate al suolo le zampe delle bestie. Decisero allora di abbandonare ogni inutile tentativo e di lasciare il Cristo dove Egli stesso aveva deciso di rimanere. Da allora la statua è sempre rimasta a Galtellì gelosamente custodita nella chiesa del SS. Crocifisso (originariamente dedicata a Santa Maria delle Torri). Ogni anno i galtellinesi per ringraziare il Messia, organizzano una festa in Suo onore che si tiene il tre Maggio.

foto di SaMarosa

foto di Migù Carzedda

foto di Manuela Mulargia

foto di GRIGIOSCURO

LINK NOTIZIE
galtelli.net
Comune di Galtellì
Wikipedia

COORDINATE
GPS: 40.386797,9.6168
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AUTORI FOTO
SaMarosa
Migù Carzedda
Sara Uchia Faedda
Manuela Mulargia
Federico Rojch
GRIGIOSCURO

 
baroniafotomania@gmail.com
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